duomo di Milano simbolo degli affitti brevi a Milano

Affitti brevi a Milano: uno sguardo alla regina italiana dello short rent

Affrontare il mercato degli affitti brevi a Milano può risultare una sfida, poiché i dati disponibili sono piuttosto frammentati e spesso divergenti tra loro.

Milano, infatti, è una città estremamente costosa per quanto riguarda gli affitti, la più cara d’Italia e l’unica vera metropoli del paese, assieme a Roma, anche se quest’ultima presenta caratteristiche urbane e urbanistiche molto diverse. A Roma, infatti, esistono nette divisioni tra le varie aree, che portano il mercato degli affitti brevi a differenziarsi notevolmente, generando classifiche di valori medi che devono essere interpretate con cautela.

Iniziamo con l’idea che Milano è una città dove la domanda di alloggi è molto vivace, per usare un eufemismo.

La popolazione di Milano è in crescita, sia nel comune che nell’area metropolitana. Con 1,36 milioni di residenti nel 2022, è importante considerare che la città attira quotidianamente persone alla ricerca di un alloggio temporaneo, sia per motivi turistici che lavorativi.

Questa dinamica contribuisce all’aumento dei canoni di affitto a Milano. La domanda di stanze singole e appartamenti in affitto a breve termine è in aumento, anche perché il settore alberghiero non riesce a soddisfarla completamente, soprattutto quella delle famiglie che solitamente preferiscono un appartamento a una camera d’hotel.

Tutto questo porta il mercato degli affitti brevi a Milano a stabilire il costo medio di una camera a 23 euro al metro quadro al mese nel 2023.

Si è parlato molto del caro affitti in città, con alcune voci che attribuiscono agli affitti brevi la causa dell’aumento dei prezzi. Tuttavia, i dati mostrano che solo il 2,4% delle abitazioni totali è destinato agli affitti brevi, pari a circa 19.200 unità. Inoltre, si tratta spesso di monolocali o case con una sola camera, poco adatte alle esigenze di una famiglia per affitti a lungo termine (Fonte AIGAB).

Il mercato degli affitti brevi a Milano genera un indotto stimato a 1,89 miliardi di euro, derivante dai soli viaggiatori che soggiornano in case prenotate online. Di questa cifra, 474 milioni vengono spesi per trasporti, 570 milioni per la ristorazione, 167 milioni per eventi culturali, 513 milioni per lo shopping e 56 milioni per le agenzie di viaggio.

Questa è la spesa complessiva, o meglio l’indotto, degli affitti brevi a Milano.

 

Galleria milano

 

Lo shopping tourism a Milano

Milano è una delle destinazioni preferite sia dai turisti italiani che da quelli stranieri che desiderano visitare l’Italia.

La città, che in passato attirava principalmente uomini d’affari e un turismo focalizzato sullo shopping o su eventi specifici, è diventata oggi una metropoli estremamente attraente a livello internazionale. Ad esempio, nel giugno 2024, Milano ha accolto ben 819.338 visitatori, un numero leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, ma comunque significativo, con un totale di 1.108.465 visitatori nell’area urbana.

Il trend di crescita degli arrivi è in costante aumento, con un incremento dell’8,9% nella città metropolitana e del 7,1% nell’area urbana nei primi sei mesi del 2024. 

Questa crescita è iniziata nel 2015 grazie all’Expo, che ha fatto conoscere Milano al mondo intero, inserendola nelle guide turistiche internazionali per chi voleva scoprire il bel paese. È interessante notare che oggi Milano attrae un turismo molto variegato, concentrato soprattutto sugli eventi, in particolare quelli musicali. Ad esempio, a luglio  2024, c’è stato un picco di visitatori per i concerti di Taylor Swift a San Siro, che hanno attirato molti turisti anche dagli Stati Uniti.

In tutto questo, Milano è la regina indiscussa dello shopping, e i turisti internazionali arrivano da ogni parte del mondo per visitare il famoso quadrilatero della moda, i negozi storici e i centri commerciali di nuova generazione, che stanno attirando un numero sempre maggiore di persone.

Un indicatore di questa attrattiva è il costo degli affitti nelle strade dello shopping.

Via Monte Napoleone è al secondo posto nel mondo per il livello dei prezzi, con 18.000 euro al metro quadro, un aumento del 31% rispetto al 2019. Per fare un confronto, sulla Fifth Avenue di New York, gli affitti sono a 20.384 dollari. Seguono Corso Vittorio Emanuele, le botteghe storiche, le Cinque Vie con il nuovo Montenapoleone District, e poi i grandi outlet come Fashion City Outlet e tutti i centri commerciali che caratterizzano da sempre il tessuto urbano di Milano.

Secondo Federturismo Confindustria, Milano è la destinazione più visitata al mondo per lo shopping, con il 31% dei turisti che la scelgono, superando anche l’outlet di Firenze.

Milano è anche la seconda destinazione mondiale associata allo shopping tourism, secondo il forum Shopping Tourism Italia Monitor. I turisti arrivano nella metropoli per acquistare abbigliamento, calzature, prodotti gastronomici e molto altro.

Anche i turisti italiani amano fare shopping a Milano: infatti, 8 su 10 hanno fatto almeno un viaggio per lo shopping, acquistando spesso negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, a testimonianza dell’importanza del Travel Retail nel contesto dello shopping tourism.

 

uomo davanti la galleria di Milano

 

Università e affitti brevi a Milano 

Secondo i dati del comune di Milano, la città ospita ogni anno 20mila studenti fuorisede e il 44% ha difficoltà a trovare un alloggio. Non è questa la sede per parlare della cronica carenza di alloggi per studenti in Italia, ma come succede per lo short rent a Padova, Venezia e Verona (così come in moltissime altre città universitarie), la presenza di studenti fuori sede traina lo short rent turistico in una città.

Considerati i dati di Milano, non ci possiamo quindi esimere dall’includere questo aspetto tra quelli che spinge la ricerca e la richiesta di affitti brevi in città.

Gli ospedali a Milano e lo short rent per l’assistenza

Un altro fattore che contribuisce ad alimentare il mercato degli affitti brevi a Milano è l’assistenza che viene data alle persone che subiscono interventi o ricoveri presso le strutture ospedaliere della città.

I familiari o gli amici della persona degente si trasferiscono infatti per brevi periodi di tempo a Milano per aiutarla e sono quindi alla ricerca di una casa o un appartamento che permetta libertà di movimento.

Considerando che secondo i dati della regione Lombardia, gli interventi nel 2023 a Milano sono stati  oltre 400.500, per questo è importante includere questo scenario all’analisi complessiva dello short rent a Milano.

 

uomo con valigia e passaporto a Milano

 

La richiesta di affitti brevi a Milano

La richiesta di affitti brevi a Milano appare stazionaria nel 2023, con i picchi che notoriamente delineano la scena milanese, ovvero la Settimana della moda e soprattutto il Salone del mobile, eventi che richiamano operatori, turisti e appassionati da ogni angolo del mondo, pronti a stare in città anche per un periodo medio lungo di tempo.

Il tutto, come visto, si lega all’aumento del turismo, a fattori che non conoscono stagionalità come la presenza di studenti fuori sede e di persone che devono fare interventi presso gli ospedali.

Parenti, familiari, caregiver, amici sono quindi un bacino di persone che alimentano gli affitti brevi a Milano e che si spostano in tutti i mesi dell’anno.

Leggermente più stagionale può essere il turismo dello shopping, che trova i suoi picchi nel periodo dei saldi ma che, quando si tratta di luxury shopping, non guarda agli sconti, bensì ad esperienze di alto livello da vivere ogni anno.

In conclusione, il mercato degli affitti brevi a Milano è effervescente come la stessa città e se vuoi saperne di più in merito a occasioni di investimento nello short rent a Milano contattaci con fiducia e senza impegno.

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